Il DNA dell’esperanto va ricercato nella storia millenaria di lingue parlate nell’estremità occidentale dell’asse continentale che si estende dall’Oceano Pacifico fino all’Oceano Atlantico. Lungo questo asse longitudinale gli uomini hanno sempre goduto della stessa quantità di luce stagionale, circostanza che ha loro permesso, a differenza degli abitanti di altri continenti, di interagire con vegetali coltivabili e animali allevabili sostanzialmente simili e di condividere diversi aspetti della cultura materiale e spirituale. Ma anche a livello linguistico gli euro-asiatici hanno evoluto tratti comuni. Uno di questi è la diffusione di una tipologia linguistica secondo cui il verbo si colloca alla fine della proposizione (lingue SOV). Un altro tratto comune è l’assenza del genere grammaticale. Entrambi questi tratti si presentano attualmente tanto nella lingua giapponese, nell’estremo oriente, quanto in basco, nell’estremo occidente. Sembra tuttavia che, a partire dalle sponde meridionali del Mare Mediterraneo, si sia gradualmente diffusa verso nord una diversa tipologia linguistica (lingue SVO) storicamente attestata per la prima volta nella lingua egizia già verso la metà del II° millennio a.C. (lingua VSO). In virtù di questa tipologia il verbo si è collocato in seconda posizione, ossia dopo il soggetto o un altro componente focalizzato. Contemporaneamente si sarebbe introdotta nella maggior parte delle lingue europee la distinzione tra i generi maschile e femminile. Tra le più rilevanti innovazioni che, in diversa misura, si sono diffuse dal sud verso il nord dell’Europa sono da menzionare l’introduzione di morfemi relazionali come le preposizioni, le congiunzioni coordinative e subordinative, nonché i pronomi relativi e l’articolo determinativo. Tutte queste categorie di morfemi erano già in funzione nel II° millennio a.C. nell’egizio e, ad esclusione dell’articolo determinativo, anche nell’assiro-babilonese. Contemperando la sintesi con l’analisi, l’ipotassi con la paratassi, l’esperanto ha ereditato diversi tratti di due antiche tipologie, quella SOV e quella SVO, innestandoli vigorosamente in una struttura originale, dove i lessemi sono privi di flessione e dove ogni parte del discorso è chiaramente distinta da una propria desinenza.
UEA invitas prelegi en la 74-a IKU-sesio en Belfasto
Gazetaraj Komunikoj n-ro 912 (2020-10-20)
IKU-libro 2020: rekorde elŝutita
Gazetaraj Komunikoj n-ro 900 (2020-08-10)
Programo de la Internacia Kongresa Universitato (IKU) en Montrealo
Gazetaraj Komunikoj n-ro 856 (2020-03-19)
UEA invitas IKU-prelegantojn por Montrealo ĝis 15.01.2020
Gazetaraj Komunikoj n-ro 841 (2019-12-25)
UEA invitas prelegi en la 73-a IKU-sesio en Montrealo
Gazetaraj Komunikoj n-ro 823 (2019-09-11)